Guarnieri Adriano Guarnieri è nato a Sustinente (Mantova) nel 1947. Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Bologna, diplomandosi con il massimo dei voti in Musica Corale, sotto la guida di Tito Gotti, e in Composizione, nella classe di Giacomo Manzoni.
Inizialmente ha affiancato all'attività di compositore quella di direttore di ensemble, fondando nel 1975 a Firenze il Nuovo Ensemble Bruno Maderna con cui ha presentato numerose prime esecuzioni in Ungheria, alla Biennale di Venezia, a Milano (Musica nel nostro tempo), Firenze (Estate Fiesolana) ecc., per poi dedicarsi esclusivamente alla composizione.
I suoi primi lavori risentono dell'originaria matrice strutturalistica, come Alia per orchestra, Musica per un'azione immaginaria, L'art pour l'art, Nafshi. Sul finire degli anni 70, con Récit, Poesia in forma di rosa e soprattutto con la trilogia dei Pierrot, si cominciano a delineare i tratti di un pecorso assolutamente personale, col superamento dell'impianto strutturalistico e la ricerca di nuovi mezzi linguistico-espressivi. Di lì a poco la critica conierà la fortunata espressione "cantabilità materica" per definire il complesso della cifra compositiva così maturata. Nella stessa direzione va [inteso] l'aspetto grafico delle partiture, esuberanti di indicazioni dinamiche e agogiche che determinano nel contempo il suono e la forma.
Un altro dato significativo della produzione di Guarnieri è offerto da alcune presenze strumentali costanti. Al di là delle naturale affinità elettiva con la voce femminile ( compresa quella " leggera " o rock ), veicolo primario delle sue istanze poetiche, è con il flauto e il violino, attraverso le personalità interpretative rispettivamente di ...


Continua >>>

Annamaria Morini e di Enzo Porta, che si sintonizza in modo privilegiato la sua sensibilità timbrico-espressiva. A partire dal 1980 nascono così numerose composizioni, eseguite in tutto il mondo: per il flauto Preludio alla notte, Passioni perse, ...del mare infinito, Nel grave sogno; per il violino Arco e il recente Epifania dell'eterno. Flauto e violino sono presenti poi in vari organici cameristici: Il glicine, Cadenza, Dedica, i trii n.3 e 6. Per ciò che riguarda il violino, particolare importanza riveste il Concerto II "Romanza alla notte n.2" per violino e orchestra, eseguito al Teatro Farnese di Parma nel giugno 1991 e subito dopo a Vienna, con Porta e la direzione di Arturo Tamayo, e ripreso di lì a poco dal Teatro alla Scala con vivo successo. Negli stessi anni muove i primi passi un rapporto particolarmente profondo, tuttora... non concluso, con i testi poetici di Pasolini,scelti come base di una lunga serie di composizioni non solo vocali. Il momento culminante viene raggiunto con l'azione lirica Trionfo della notte, un'opera "non narrativa" andata in scena al Teatro Comunale di Bologna nel 1987 e insignita del Premio Abbiati della critica italiana quale miglior composizione dell'anno. Nel 1993 un altro riconoscimento gli viene attribuito dalla città di Montepulciano, il cui Festival gli commissiona l'azione lirica Orfeo...cantando tolse, su testo del Poliziano. Nel 1995 inizia una lunga collaborazione con il poeta Giovanni Raboni, da cui nascono Quare tristis e Pensieri canuti e che si estende fino alla realizzazione del testo della Passione secondo Matteo.Alla sua memoria è stato dedicato il già citato Nel grave sogno(2005). Queste tre partiture inaugurano una serie di lavori per grandi organici (soli, coro e orchestra) che punteggiano la produzione di Guarnieri dalla metà degli anni 90. Quare tristis inaugura la Biennale di Venezia del 1995 dedicata al sacro ("L'ora di là dal tempo"). Pensieri canuti viene presentato al Festival di Salisburgo del 1999 nel quadro del "Progetto Pollini". Segue la Passione secondo Matteo, commissionatagli dalla Scala per il Giubileo del 2000, in cui il testo di Raboni si intreccia con Pasolini e con l'evangelista Matteo;  ...


<<< Precedente         Continua >>>

eseguita nella chiesa di S.Marco, suscita reazioni di profonda partecipazione. Nelle vaste composizioni di questo periodo inizia a presentarsi un nuovo elemento compositivo, destinato ad assumere un peso sempre più determinante nella produzione successiva: il live electronics. Inevitabile sbocco del percorso intrapreso da Guarnieri fin dalla svolta degli anni 80, imperniato sulla centralità del suono, l'uso di questo mezzo tecnologico è finalizzato in primo luogo a creare mobilità e spazialità del suono, e solo più recentemente alle sue trasformazioni. Si assiste così alla realizzazione di vere e proprie partiture elettroniche, con la collaborazione di Alvise Vidolin, regista del suono in tutte le produzioni più rilevanti. Nel frattempo, alla prima versione di Medea, Opera-film dell'89/90,mai realizzata, fa seguito la stesura di una seconda versione, su commissione del teatro La Fenice di Venezia.Si tratta dell'opera-video Medea che, andata in scena nell'ottobre 2002 con la regia di Giorgio Barberio Corsetti e accolta con vero e proprio entusiasmo, gli è valso il secondo Premio Abbiati della sua carriera. Nel 2003 termina il rapporto editoriale con Casa Ricordi, editore unico di una lunga fase iniziata nel 1975 con Musica per un'azione immaginaria e che si chiude con Solo di donna, azione lirica in un atto per voce, flauto, arpa e live electronics, presentato l'8 marzo 2004 al Teatro Le Muse di Ancona. Nello stesso anno parte un nuovo rapporto editoriale con RAI Trade, che subito si concretizza in un altro lavoro di vaste dimensioni, La terra del tramonto, live-symphony n.1 per grande orchestra, soli strumentali in sala e live electronics. Tra gli altri lavori pubblicati da RAI Trade: Sospeso d'incanto n.2 per pianoforte e live electronics, In Badia fiesolana, Sull'onda notturna del mare infinito e recentemente Stagioni per flauto, violino e archi che, inciso per la Tactus, sta riscuotendo grandi consensi. Da poco ha terminato di scrivere l'opera Pietra di diaspro per sette soli, sette trombe, sette arpe su nastro, flauto, flauto iperbasso, coro, orchestra e live electronics, su testi dell'Apocalisse e di Paul Celan. L'opera vedrà la sua prima esecuzione al Teatro dell'Opera di Roma nel 2007, ...


<<< Precedente         Continua >>>

per poi essere ripresentata in forma di concerto al Ravenna Festival nello stesso anno. In molte occasioni Guarnieri ha parlato della "cantabilita' materica" che caraterizza la sua ricerca: una cantabilita' che esclude recuperi melodici o tematici di tipo tradizionale perche' nasce sempre "dentro la galassia del suono", dall'interno della materia sonora. Il suono, non l'intervallo, e' determinante per la musica di Guarnieri, che prende vita da contrapposizioni di linee e spessori su agglomerati armonici fissi, da aloni dissolvenze, echi, riverberi, rifrazioni. La scrittura di Guarnieri giunge in modo personalissimo alla definizione di situazioni sonore visionarie, iridescenti, di cangiante inquietudine, o violente e incandescenti, sempre cariche di intensa forza evocativa: alla centralita' dell'invenzione del suono, all'imediatezza del rapporto con la materia sonora si riconducono anche l'interna tensione che sostiene le sue opere mature, e la costruzione formale, che non segue percorsi precostituiti, ma strettamente legati alla natura delle situazioni sonore, alla logica del trapassare dall'una all'altra. Con crescente evidenza sopratutto a partire dal 1989-90 si inoltre definita in Guarnieri una mossa spazialita' interna alla pagina, dove la nervosa mobilita' dei rapporti contrappuntistici, degli echi e delle rifrazioni, delle linee, delle scie o degli aloni sonori fa muovore il suono nello spazio, lo proietta in una sorta di circolarita' spaziale, che e' gia' implicata nella natura stessa dei rapporti fra le parti di una visionaria scrittura polifonica, e che l'elettronica dal vivo puo' sottolineare o contribuire a definire in modo determinante, come e' accaduto sempre piu' spesso dopo il 1994, in modo particolare nella "trilogia" formata dalla cantante Quare tristis (1995), Pensieri canuti (1999) e Passione secondo Matteo (2000), e poi nella Medea rappresentata a Venezia nella stagione nella Fenice nell'ottobre 2002: il live electronics diventa determinante per trasformare il suono, muoverlo nello spazio e creare riverberazioni, per aprire a nuove dimensioni le galassie, i vortici, i grumi, gli spessori di materia sonora cari al compositore. Nella visionaria invenzione del suono si ...


<<< Precedente         Continua >>>

addensano polifonie fatte per lo piu' non di linee, ma di strati, di spessori, di blocchi sonori, con una lancinante tensione al canto. La complessita' della scrittura si risolve sempre in intensa evidenza espressiva. riconoscono ad esempio questi caratteri nel pezzo di piu' ampio respiro finora composto dopo Medea, nel lavoro commissionato dall'Orchestra Nazionale della RAI La terra del tramonto (2002-3), la prima opera di Guarnieri per grande orchestra. Il live electronics vi svolge un ruolo fondamentale (ecco perche' l'autore la chiama "Live-Symphony"): una parte notevole dell'orchestra e' sottoposta a trasformazione quasi per l'intero pezzo, con l'eccezione degli archi e delle oboe, e grazie all'elettronica si creano i movimenti del suono nello spazio, le traiettorie che lo trasformano solcandolo in direzioni diverse. Anche si definisce una nozione di tempo nuova e sospesa (ma non statica). Lo scrivere per orchestra sembra stimolare la fantasia di Guarnieri a scatenarsi nella creazione di una arroventata densita', di incandescenti galassie di suono, di stratificazioni complesse in cui si possono sovraporre caratteri diversi. Dal principio alla fine del pezzo gli ottoni (che le trasformazioni elettroniche piegano a sonorita' assai varie, ora metalliche, stridenti o sottili, ora urla e clangori, ora a diverse mutazioni timbriche) suonano sempre, con funzioni pero' diverse. Si alternano le sezioni dove hanno un ruolo di vero e proprio "concertino" e quelle dove interviene l'intera orchestra: qui il loro ruolo e' variabile, e si limita talvolta alla creazione di fasce di suoni tenuti. Anche altri gruppi strumentali assumono a tratti questo ruolo di immobili pedali, secondo uno dei caratteri tipici della scrittura della maturita' di Guarnieri. Un ruolo in certo senso opposto al "concertino" degli ottoni svolgono gli archi. La loro sonorita' non e' trasformata, ma soltanto amplificata, perche' la si possa percepire anche quando il loro peso fonico e' limitato, tanto piu' che spesso sono usati in modo cameristico, con numerosi interventi solostoco, oppure limitati ad un gruppo (per esempio i violoncelli divisi): alla loro voce e' affidata una sorta di fascia lirica, con linee e figure ...


<<< Precedente         Continua >>>

di canto che si differenziano nettamente dal materismo degli ottoni. Talvolta anche gli oboi convergono in questa dimensione lirica "lineare", mentre i flauti sono fra i legni gli strumenti sottoposti a piu' frequente trasformazione elettronica, assai spesso in modo da evocare le onde Martenot, e la loro voce si inserisce nei vortici e nelle trasformazioni della galassia sonora. Gli strumenti a percussione intervengono negli episodi del "tutti", dell'intera orchestra, e quando sono presenti costituiscono l'epicentro dei vortici di materia sonora. Si crea dunque un'alternanza tra le sezioni (che Guarnieri chiama "sequenze") dominate dal "concertino" degli ottoni e quelle dell'intera orchestra con le percussioni epicentro del vortice. Da questo impianto formale di immediata chiarezza l'ascoltatore e' aiutato a seguire la successione di visionarie invenzioni sonore, lo scatenarsi di vortici di suono, di situazioni stratificate, di blocchi dalla densita' e dagli spessori mutevoli. Una concezione formale del tutto diversa caraterizza la "Sinfonia breve" che porta anch'essa il titolo La terra del tramonto, perche' nasce nel 2004 dalla riflessione sulla ricchezza dei materiali della "Live-Symphonie" e dal loro radicale ripensamento: la commissione del Teatro Comunale di Bologna comportava la rinuncia al live electronics e all'organico della grande orchestra, perche' il pezzo era destinato ad essere presentato all'interno del ciclo dedicato alle sinfonie di Beethoven. A questa circostanza si collega la scelta obbligata di un'orchestra dall'organico beethoveniano e l'omaggio con la citazione di un tema dell'Adagio della Sinfonia Pastorale. Il ripensamento comporta un certo alleggerimento delle linee e una accentuazione delle componenti piu' liriche della "Live-Symphony". Il titolo La terra del tramonto non ha significati descrittivi o evocativi; ma rende omaggio a Ernesto Balducci (1922-1992), citando il titolo di uno dei suoi ultimi libri di argomento antropologico, pubblicato nel 1992. A Ernesto Balducci e' dedicato In Badia fiesolana 1980, un pezzo del 2002 composto in due versioni, per 8 strumenti e per orchestra da camera: il titolo e la data si riferiscono al ...


<<< Precedente         Continua >>>

luogo e all'anno dell'incontro del compositore con il teologo. Un'altro aspetto della spiritualita' di Guarnieri si riconosce nel Salmo n. 50, il Miserere, musicato nella traduzione italiana ("Pieta' di me o Dio") per voci bianche e orchestra (2002-2003). La parte vocale riprende la melodia gregoriana, per lo piu' (ma non sempre) attribuendole valori di durata precisi. A tratti viene aggiunta una seconda voce; inoltre nelle ultime pagine, e in altri momenti, le voci assumono il ruolo di un pedale, con note a lungo tenute. La scrittura orchestrale appartiene pienamente alla fase matura della ricerca del compositore, e la peculiarita' del pezzo si riconosce proprio nell'incontro tra elementi musicali radicalmente diversi come una melodia gregoriana e l'orchestra di Guarnieri: un incontro dagli esiti intensamente poetici. Un altro esplicito incontro con un momento della tradizione musicale piu' celebre si ha in Stagioni. Una circostanza occasionale, la richiesta della veneziana Accademia di San Rocco, aveva inizialmente spinto Adriano Guarnieri nel 2002 a confrontarsi con la "Primavera", che e' poi divenuta per il punto di partenza per Stagioni, commissionato dell'Ensemble Respighi diretto da Federico Ferri, che lo ha presentato in prima esecuzione a Bologna il 27 Novembre 2003 con solisti Annamaria Morini e Marco Rogliano. Stagioni si presenta come un percorso in cui il rapporto con Vivaldi si viene gradualmente trasformando nella direzione di una crescente autonomia. Nella prima parte, "Primavera" vengono ripresi integralmente i primi due tempi del concerto di Vivaldi che porta lo stesso titolo e che e' perfettamente riconoscibile; ma in cui la parte del flauto, aggiunta da Guarnieri, contrappunta liberamente le linee vivaldiane. Vi sono anche altri interventi; ma il flauto (con l'alternanza del flauto in do, del flauto in sol, del flauto basso e dell'ottavino) e' una presenza costante e decisiva in tutte le sezioni di Stagioni, quasi una sigla di Guarnieri. I tre tempi dell' "Estate" vanno eseguiti senza cesure, con tagli e interventi che pur nella chiara riconoscibilita' dell'insieme portano l'ascoltatore in una dimensione piu' vicina alla musica di ...


<<< Precedente         Continua >>>

Guarnieri. Cosi' l' "Estate" costituisce la transizione verso la terza sezione, "Dura stagion, dal sole accesa...". Subito una cadenza del flauto in do rivela che qui si ascolta musica di Guarnieri: il ricordo di Vivaldi affiora soltanto da lontano, in un contesto nuovo. Sebbene il titolo provenga dal sonetto dell' "Estate", le reminiscenze vivaldiane di questa pagina vanno cercate nel terzo tempo della "Primavera" (a partire dalla dodicesima battuta), frammentariamente e quasi sempre nella parte del violino solista. Dopo l'ultima citazione, ci allontaniamo da Vivaldi e ascoltiamo una musica in cui si riconosce il peso decisivo che ha nella poetica di Guarnieri l'invenzione del suono. La riflessione sui materiali vivaldiani conduce il compositore a creare situazioni sonore piu' statiche, aree, che sembrano tendere a sospendere il tempo e a smaterializzare il suono in una sorta di levitazione. Quando questa e' giunta al culmine si delinea un progressivo rallentamento e un gesto di congedo ci riporta a Vivaldi, con la citazione delle ultime battute dell' "Inverno", alle quali si sovrappone trasformandole la parte guarnierana dell'ottavino. Un posto di rilievo tra le opere piu' recenti di Guarnieri hanno alcuni pezzi solistici. E naturale ritrovare il prediletto flauto, in un pezzo, Sull'onda notturna del mare infinito per flauto contrabbasso e live electronics, che nel titolo (e in una certa misura anche nei materiali) si collega alla fondamentale esperienza di Medea. Al violino solo, protagonista dei significativi episodi in diverse partiture di Guarnieri, fi ndai tempi di Trionfo della notte (1978), sono dedicati due pezzi degli ultimi anni. Epifania dell'eterno (2002) nrel titolo riprende un'immagine di Alda Merini a suggerire una "dilatazione del tempo cosmico" (Guarnieri). La cadenza I fili luccicano (2005), citando nel titolo parole di Paul Celan si collega idealmente al rilievo che i versi di questo poema assumono nel nuovo lavoro teatrale, Pietra di diaspro, che andra' in scena a Roma e Ravenna nel 2007. La chitarra, che aveva evocato la lira di Orfeo in Orfeo cantando... tolse ... (Montepulciano 1994) e' la protagonista del melologo La citta' capovolta, su testi di Serenella


<<< Precedente         Continua >>>

Accorsi affidato ad una voce recitante (2003): anche qui Guarnieri riscopre nello strumento (amplificato) intense potenzialita' liriche ed evocative, e, a tratti, una aggressiva asprezza. Infine il pianoforte, lo strumento che un rapporto privilegiato con la voce in diverse pagine di Medea, e che ha un ruolo concertante insieme alla chitarra e al basso elettrico nella violenza espressiva di Grido ai miei occhi Sarajevo (2002). Le due pagine piu' recenti portano entrambe il titolo Sospeso d'incanto: il n. 1 (2002) impiega il live electronics, il n. 2 (2003) e' nato da una commissione di Lucuano Berio, cui e' dedicato. La suggestione del titolo definisce bene il carattere di entrambi, il poetico indugiare su sonorita' visionarie, il dilatarsi in una dimensione davvero "sospesa". ( Paolo Petazzi )


<<< Precedente        

Elenco cronologico delle opere

(1) Opere edite da Rai Trade, Roma
(2) Opere edite da Ricordi, Milano
(3) Opere inedite

1974-77 Excerpts per 11 archi (3)
1975 Nafshi per flauto solo con nastro magnetico ad libitum (2)
1976 Musica per un’azione immaginaria per quintetto a fiati e nastro ad libitum (2)
L’art pour l’art? per quartetto d’archi, nastro magnetico e 8 strumenti (2)
1978 Mystère per 7 strumenti (2)
Abschied per flauto e arpa (2)
Air (Trio n. 2) per 2 violini e viola (2)
Recit (Trio n. 1) per pianoforte, viola e violoncello (2)
Alia per orchestra (2)
1979 Poesia in forma di rosa per 13 strumenti (2)
Insonora per viola (2)
Arco per violino solo (2)
1980 Pierrot Suite per 3 gruppi cameristici (2)
Pierrot Pierrot! per flauti, celesta e percussioni (2)
1982 Arioso cantabile per flauto, clarinetto, pianoforte e percussioni (2 esecutori) (2)
Le notti mie son roche di grida per flauto e arpa (anche celesta o vibrafono o cembalo ad lib.) (2)


Continua >>>

Elenco cronologico delle opere

1982 ...di sussulti e di tremori per pianoforte e orchestra(2)
Ein Lied an Gott per soprano, flauto basso (anche ottavino), 2 organi, perc. e gruppo cameristico (2)
1983 ...di un pastore errante per piccolo gruppo cameristico (8 esecutori) (2)
Romanze zur Nacht (Romanza alla notte n. 1) per violoncello e 11 esecutori (2)
1984 Pierrot Suite II per flauto concertante e 16 esecutori (2)
E... le ombre fuggano... per 2 flauti (2)
Sospeso d’incanto per pianoforte (2)
1985 Concerto per violino e orchestra (2)
Trionfo della notte. Preludio atto I, per 19 esecutori con percussioni concertanti (2)
“...il tubare della tortora... non odi?...” per soprano (fuori scena), perc. concertanti, orch. (2)
Trionfo della notte. Azione lirica su testo di P. P. Pasolini (2)
1986 Passioni perse per flauto e pianoforte (2)
Disteso per 8 strumenti (2)
1987 Sospeso (Trio n. 3) per flauto, violino e pianoforte (2)
Parafrasi: 4ª scena di “Trionfo della notte ” per 2 soprani, tenore, flauto, pianoforte (celesta),percussioni, violoncello (2)
1988 “...d’incanto!” per pianoforte solo e nastro “circolare loop” (2)
“...dal nulla... al nulla...” (Trio n. 4) per clarinetto basso e 2 percussioni (2)
“Velato... del nuovo mistero” per pianoforte e 4 gruppi strumentali con nastro magnetico (2)
Romanza alla notte n. 2 (Concerto II) per violino e orchestra (2)
Piccola anima per voce recitante, soprano e 7 esecutori (2)


<<< Precedente         Continua >>>

Elenco cronologico delle opere

1989 “sull’isola della libertà...” per 2 soprani e 12 strumenti (2)
Piccola anima. II versione per flauto, pianoforte e soprano (2)
“Oltre l’anima tua...” (omaggio a Mozart) per orchestra (2)
1990 “perdo il futuro della tua grazia”, per soprano, voce recitante (su nastro), flauto, violino, perc. (2)
“Per Armando” per chitarra sola (2)
Giustizia cara... per 3 soprani, voce recitante e orchestra su testi di P. P. Pasolini (2)
1991 “...e per lunghi filamenti...” per soprano, pianoforte concertante e 13 strumenti (2)
Medea. Opera-film per soli, coro e orchestra (2)
1992 “Elision” per 12 strumenti (9 esecutori) “Omaggio a Charles Ives” (2)
Mit Dämpfer per tromba sola in Do e in Si bemolle (2)
Preludio alla notte per flauto solo (2)
“infinite Risonanze... inquiete...” per chitarra amplificata, nastro e live electronics (2)
Trio n. 6 (Omaggio a Camillo Togni nel 70º compleanno) per flauto, violino e percussione (2)
1993 Il glicine per soprano, voce recitante, flauto e violino (tutti amplificati) (2)
“per il sole... per il cielo... per il mare” ‘liberamente ispirato a Medea, per 2 soprani e quartetto d’archi (2)
1994 Orfeo cantando... tolse... 10 Azioni liriche su testo liberamente tratto dall’Orfeo del Poliziano (2)
1995 Medea Suite. 6 Canzoni da Medea opera-film per voce leggera e soprano amplificati e orchestra (2)
Quare tristis per soli, coro femminile, 2 gruppi strumentali, 2 tube, spazializzazione elettronica (2)
Resistenza 1995 per voce femminile amplificata (2)
“Grido ai miei occhi, Sarajevo...” per pianoforte amplificato e due pianoforti su nastro (2)


<<< Precedente         Continua >>>

Elenco cronologico delle opere

1996 Il pianto della scavatrice per voce femminile amplificata, flauto, clarinetto basso, violino e vc (2)
Omaggio a Mina 6 canzoni per voce leggera, soprano e orchestra (2)
1997 A Giacomo Manzoni o delle dissolvenze sonore per flauto in sol e soprano (amplificati) (2)
Blandine Ballata per pianoforte e voci recitanti (2)
“... Uno spazio che tremola celeste...” per quartetto d’archi (2)
Traviata. Preludio Atto III per quartetto e orchestra d’archi (trascrizione) (2)
1998 Pensieri canuti per soli, coro, due ensemble a doppio coro e live electronics (2)
“...canto un ricordo...” due canzoni per voce leggera sola amplificata (2)
Da questi occhi… per voce femminile amplificata ed ensemble (2)
Duo concertante per flauto e violino soli ed ensemble (2)
1999 Passione Secondo Matteo, Cantata per soli, coro ed ensemble (2)
2000 B.A.C.H. (nel 250mo anniversario) per flauto dolce amplificato (2)
Medea opera video per soli, voce leggera, coro, orchestra, soli strumentali e live electronics (2)
Dedica. Praeludium Es moll per violino, flauto, clavicembalo o pianoforte e violoncello (2)
2002 In Badia fiesolana 1980 n. 2, per orchestra da camera (1)
Sospeso d’incanto N. 1 (con live electronics), per pianoforte e live electronics (1)
Grido ai miei occhi Sarajevo, per ensemble con pianoforte, chitarra e basso elettrico concertanti (1)
Epifania dell’eterno, per violino solo (1)
Suono a cielo aperto, per soprano e archi (1)
In Badia fiesolana 1980 n. 1, per ensemble (1)


<<< Precedente         Continua >>>

Elenco cronologico delle opere

2003 La terra del tramonto Live-Symphony n. 1, per grande orchestra e live electronics (1)
Salmo n. 50, per voci bianche e orchestra (1)
Stagioni, Dura stagion, dal sole accesa... per flauto, violino e archi (1)
Sospeso d’incanto N. 2, per pianoforte (1)
La città capovolta, per chitarra amplificata e voce recitante (1)
Sull’onda notturna del mare infinito, a R. Fabbriciani per flauto contrabbasso e Live electronics (1)
2004 Solo di donna azione lirica per flauti, arpa, voce femminile, voci su nastro e live electronics (1)
La terra del tramonto – Sinfonia breve, per orchestra (1)
Se questo è un uomo, su testo di Serena Brioschi, per voce recitante e archi (1)
…del mare infinito per flauto basso (1)
2005 I fili luccicano, cadenza per violino solo (1)
La memoria del futuro, per voce recitante, soprano ed ensemble (1)
Pietra di diaspro, per 7 solisti, coro, soli strumentali, orchestra e live electronics (1)
Kammersymphonie n. 3 per 4 saxofoni e orchestra da camera (1)
Ostinato n. 2 per flauto basso e videoclip (1)
Opus 1 per chitarra sola (1)
Fili bianco-velati per violino solo (Edizioni Curci/Rai Trade)
2006 Opus 2 per saxofono tenore solo (1)
Opus 3 per quattro saxofoni (1)
Omaggio a Raboni per flauto solo (1)


<<< Precedente         Continua >>>

Elenco cronologico delle opere

2006 Live-Symphony n. 4 per orchestra (1)
2010 Tenebrae Opera video per soli su nastro, soli in sala, tre voci soliste, ensemble strumentale e live electronics, Su testi di Massimo Cacciari - Heidegger, Trakl.


<<< Precedente        

Discografia

Preludio alla notte
Annamaria Morini,flauto
Ricordi Fonit Cetra CDC 502
Romanza alla notte n.2(Concerto II)
Carlo Chiarappa,violino
Gianpiero Taverna,direttore
Orchestra A.Toscanini
Nuova Fonit Cetra CDL 61
Omaggio a Mina;Orfeo cantando...tolse
Alda Caiello,Sonia Visentin,soprani
Michele marasco,flauto
Elena Casoli,chitarra
Pietro Borgonovo,direttore
Orchestra Regionale Toscana
Ricordi
Dal nulla al nulla
Rocco Parisi,clarinetto basso
??? (*)
Cadenza
Annamaria Morini,flauto
Enzo Porta ,violino
Contemporaneamente (*)


         Continua >>>

Discografia

Preludio alla notte;...del mare infinito
Annamaria Morini,flauti
Alia Musica
Stagioni
Annamaria Morini,flauti
Marco Rogliano,violino
Federico Ferri,direttore
Ensemble Respighi
Tactus TC 672244
Medea
Alda Caiello,Antonella Ruggiero,Sonia Visentin,Andrew Watts,voci
Annamaria Morini,flauto
Roberto Fabbriciani,flauto basso
Pietro Borgonovo,direttore
Orchestra e coro del Teatro La Fenice di Venezia
Video RAI Sat (*)
(*) edizioni non commerciali


<<< Precedente      

Bibiografia

Adriano Guarnieri ha redatto numerose presentazioni dei propri brani per i programmi di sala delle relative esecuzioni; inoltre e' autore della Prefazione alla seconda edizione del volume di Armando Gentilucci, Oltre l'avanguardia. Un invito al molteplice, Milano-Lucca, Ricordi-Lim, 1991 , pp. 9-12.
La lettura critica comprende voci nelle maggiori enciclopedie - Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti ( Appendice), The New Grove's Dictionary of Music and Musicians 2001-2 (Paolo Petazzi), Die Musik in Geschichte und Gegenwart 2002 (Anna Maria Morazzoni) - ed i seguenti saggi:
ROSSANA DALMONTE, A colloquio con Adriano Guarnieri, <<il Verri>>, 5-6, 1988. pp.47-58.
A. GENTILUCCI, Oltre l'avanguardia. Un invito al molteplice, Ricordi-Unicopli, Milano 1991(1980)
M. GIORGI, "Adriano Guarnieri", in Adriano Guarnieri. Catalogo delle opere pubblicate da G.Ricordi & C., Ricordi, Milano, 1995, pp. 3-4.
ENRICO GIRARDI, Le dicotomie e i paradossi dell'opera di Adriano Guarnieri, "Civilta' musicale" , IV/2, giugno 1990, pp.69-81.
ENRICO GIRARDI, Adriano il padano, in ID., Il teatro musicale oggi. La generazione della post-avanguardia, Torino, De Sono- Paravia, 2000, pp. 43-60.
A. GUARNIERI, contributo personale a M. Mollia, Autobiografia della musica contemporanea, Cosenza 1979, pp. 267-268.
A. GUARNIERI, I sentieri del comporre, prefazione a A. Gentilucci 1980, pp. 9-12.
A. GUARNIERI, Compositore e poetica oggi, in "Musica/Realtà", 41, agosto 1993, pp. 179.181.
A. GUARNIERI, Una messa laica, in L'ora di la' dal tempo. Momenti di spiritualita' nella musica contemporanea, Ricordi, Milano, 1995, p.29.
A. GUARNIERI, presentazione contenuta in Il pensiero e l'espressione. Aspetti del secolo Novecento musicale in Italia, Edizioni Teatro Alla Scala, Milano, 2001, p.126.


Continua >>>

Bibiografia

A. GUARNIERI, Adriano Guarnieri su Guarnieri: una piccola autobiografia, in Medea di Adriano Guarnieri, Venezia 2002, pp.147-148.
F. MAGNANI, programma di sala per il seminario-concerto Una materia che canta: Pensiero, segno e suono della nuova cantabilita', a cura di Adriano Guarnieri, organizzato da Associazione Nuova Musica e DAMS di Bologna, 22 maggio 1992.
M. MOLLIA, (a cura di ) Autobiografia della musica contemporanea, Lerici, Cosenza, 1979
ANNA MARIA MORAZZONI, La musica e lo spazio, in Figure dallo spazio, a cura di V. Loriga e G. Brusa Zappellini, Milano, Angeli, 1999, pp. 145-155.
ANNA MARIA MORAZZONI, "L'errare di Medea", in Medea di Adriano Guarnieri, Venezia 2002, pp. 55-56.
L. PESTALOZZA, Introduzione, dal programma di sala per Trionfo della Notte, Nuova Alfa, Bologna, 1987, pp. 11-15.
L. PESTALOZZA, "Il 'Trionfo della Notte' di Adriano Guarnieri", in L'opposizione musicale. Scritti sulla musica del Novecento. a cura di R. Favaro, Milano 1991, p.163.
PAOLO PETAZZI, "Quare tristis di Adriano Guarnieri", in L'ora al di la' del tempo. Momenti di spiritualita' nella musica contemporanea, Ricordi, Milano, 1995, pp. 26-29
PAOLO PETAZZI, Dal materismo alla cantabilita' materica: Adriano Guarnieri, in ID., Percorsi viennesi e altro novecento, Potenza, Sonus, 1997, pp. 217-239.
PAOLO PETAZZI, Liturgia e sacralita' in musica, in AAVV. Programma di sala per la Passione secondo Matteo, Milano 2000, pp. 7-11.
PAOLO PETAZZI, 1. Un mondo onirico. Sul teatro musicale di Adriano Guarnieri prima Medea; 2 Visioni su Medea: a colloquio con Adriano Guarnieri, in Medea di Adriano Guarnieri, Venezia 2002, pp. 95-115.
PAOLO PETAZZI - ADRIANO GUARNIERI, Colloquio con Guarnieri, in L'officina del teatro europeo, a cura di A. Grilli e A. Simon, 2 voll., Pisa, Edizioni Plus, 2001: II, Il teatro musicale, pp. 149-159.


<<< Precedente         Continua >>>

Bibiografia

HARRY JAMES WIGNALL, L'opera del Ventesimo secolo all'italiana, <<Nuova rivista musicale italiana>>, XXIII, 1989, pp. 547-562; con il titolo Current Trends in Italian Opera, <<Perspectives of New York Music>>, 28/2, 1990, pp. 312-326.
ALVISE VIDOLIN, "Il suono mobile", in Con Luigi Nono, Ricordi- La Biennale di Vezezia, Venezia, 1983, pp. 42-47.
G: ZANARINI, "Il divenire dei suoni. Stimoli sonori, elaborazioni percettive, costrutti musicali", in Sonus, 5/1999.
ANNA MARIA MORAZZONI, Ein Mythos in der Gegenwart: Medea wom Engagement von P.P. Pasolini zum Opera-Film von Adriano Guarnieri, in Opera kot socialni ali politicni angazma? (Oper als soziales oder politisches Engagement?), Ljubljana, 1991 pp. 81-90.
EMILIO CORTI - ANDREA GEMINIANI, Compositore e poetica oggi: Colloquio con Adriano Guarnieri, <<Musica/Realta'>>, 41, agosto 1993, pp. 171-181.
ENZO PORTA, Il violinismo di Adriano Guarnieri, <<Quaderni di musica nuova>>, 4-5 1994, pp. 125-138.
MICHELA GARDA, Conversazione con Adriano Guarnieri, <<Quaderni di musica nuova>>, 4-5 1994, pp. 139-146.
MICHELE GIRARDI, Il teatro musicale in Italia fra il 1980 e il 1990, in L'opera negli anni Ottanta, atti del convegno internazionale di studi, Roma, IRTeM, 1998, pp. 122.132 (<<Quaderni dell'IRTeM, serie 3, n.10>>, 1996).
ANASTASIA ADRIANA-LAR, registrazione audio-video nella creazione musicale, dal reportage all'opera Medea. Universita' di Trento. Rel. Prof. Orcalli, A. Vidolin.
AMALIA DE GOTZEN, Enhancing Engagement in Multimodality Environments by Sound Movements in a Virtual Space. Universita' di Verona, Artful Media Editor.
Voce "Adriano Guarnieri", in New Grove's Dictionary of American Music, a cura di W. H. Hitchcock e S. Sadie, Macmillan, Londra-New York 1986, X, p. 481.
AMALIA DE GOTZEN, Enhancing Engagement in Multimodality Environments by Sound Movements in a Virtual Space. Universita' di Verona, Artful Media Editor.
E. CORTI e A. GEMINIANI, "Compositore e poetica oggi. Colloquio con Adriano Guarnieri", Musica/Realta', 41


<<< Precedente        

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto da "Tenebrae" cantata video-scenica per soli, voci su nastro, ensemble di 14 esecutori e live electronics, testi di Massimo Cacciari, regia di Cristina Mazzavillani Muti. Commisione: Ravenna Festival