Adriano
Guarnieri
è
nato
a
Sustinente
(Mantova)
nel
1947.
Ha
compiuto
gli
studi
musicali
al
Conservatorio
di
Bologna,
diplomandosi
con
il
massimo
dei
voti
in
Musica
Corale,
sotto
la
guida
di
Tito
Gotti,
e in
Composizione,
nella
classe
di
Giacomo
Manzoni.
Inizialmente
ha
affiancato
all'attività
di
compositore
quella
di
direttore
di
ensemble,
fondando
nel
1975
a
Firenze
il
Nuovo
Ensemble
Bruno
Maderna
con
cui
ha
presentato
numerose
prime
esecuzioni
in
Ungheria,
alla
Biennale
di
Venezia,
a
Milano
(Musica
nel
nostro
tempo),
Firenze
(Estate
Fiesolana)
ecc.,
per
poi
dedicarsi
esclusivamente
alla
composizione.
I
suoi
primi
lavori
risentono
dell'originaria
matrice
strutturalistica,
come
Alia
per
orchestra,
Musica
per
un'azione
immaginaria,
L'art
pour
l'art,
Nafshi.
Sul
finire
degli
anni
70,
con
Récit,
Poesia
in
forma
di
rosa
e
soprattutto
con
la
trilogia
dei
Pierrot,
si
cominciano
a
delineare
i
tratti
di
un
pecorso
assolutamente
personale,
col
superamento
dell'impianto
strutturalistico
e la
ricerca
di
nuovi
mezzi
linguistico-espressivi.
Di
lì a
poco
la
critica
conierà
la
fortunata
espressione
"cantabilità
materica"
per
definire
il
complesso
della
cifra
compositiva
così
maturata.
Nella
stessa
direzione
va [inteso]
l'aspetto
grafico
delle
partiture,
esuberanti
di
indicazioni
dinamiche
e
agogiche
che
determinano
nel
contempo
il
suono
e la
forma.
Un
altro
dato
significativo
della
produzione
di
Guarnieri
è
offerto
da
alcune
presenze
strumentali
costanti.
Al
di
là
delle
naturale
affinità
elettiva
con
la
voce
femminile
(
compresa
quella
"
leggera
" o
rock
),
veicolo
primario
delle
sue
istanze
poetiche,
è
con
il
flauto
e il
violino,
attraverso
le
personalità
interpretative
rispettivamente
di
...
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>>>
Annamaria Morini e di Enzo Porta, che si sintonizza in modo privilegiato la sua
sensibilità timbrico-espressiva. A partire dal 1980 nascono così numerose
composizioni, eseguite in tutto il mondo: per il flauto Preludio alla notte,
Passioni perse, ...del mare infinito, Nel grave sogno; per il violino Arco e il
recente Epifania dell'eterno. Flauto e violino sono presenti poi in vari
organici cameristici: Il glicine, Cadenza, Dedica, i trii n.3 e 6. Per ciò che
riguarda il violino, particolare importanza riveste il Concerto II "Romanza alla
notte n.2" per violino e orchestra, eseguito al Teatro Farnese di Parma nel
giugno 1991 e subito dopo a Vienna, con Porta e la direzione di Arturo Tamayo, e
ripreso di lì a poco dal Teatro alla Scala con vivo successo. Negli stessi anni
muove i primi passi un rapporto particolarmente profondo, tuttora... non
concluso, con i testi poetici di Pasolini,scelti come base di una lunga serie di
composizioni non solo vocali. Il momento culminante viene raggiunto con l'azione
lirica Trionfo della notte, un'opera "non narrativa" andata in scena al Teatro
Comunale di Bologna nel 1987 e insignita del Premio Abbiati della critica
italiana quale miglior composizione dell'anno. Nel 1993 un altro riconoscimento
gli viene attribuito dalla città di Montepulciano, il cui Festival gli
commissiona l'azione lirica Orfeo...cantando tolse, su testo del Poliziano. Nel
1995 inizia una lunga collaborazione con il poeta Giovanni Raboni, da cui
nascono Quare tristis e Pensieri canuti e che si estende fino alla realizzazione
del testo della Passione secondo Matteo.Alla sua memoria è stato dedicato il già
citato Nel grave sogno(2005). Queste tre partiture inaugurano una serie di
lavori per grandi organici (soli, coro e orchestra) che punteggiano la
produzione di Guarnieri dalla metà degli anni 90. Quare tristis inaugura la
Biennale di Venezia del 1995 dedicata al sacro ("L'ora di là dal tempo").
Pensieri canuti viene presentato al Festival di Salisburgo del 1999 nel quadro
del "Progetto Pollini". Segue la Passione secondo Matteo, commissionatagli dalla
Scala per il Giubileo del 2000, in cui il testo di Raboni si intreccia con
Pasolini e con l'evangelista Matteo; ...
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eseguita nella chiesa di S.Marco, suscita reazioni di profonda partecipazione.
Nelle vaste composizioni di questo periodo inizia a presentarsi un nuovo
elemento compositivo, destinato ad assumere un peso sempre più determinante
nella produzione successiva: il live electronics. Inevitabile sbocco del
percorso intrapreso da Guarnieri fin dalla svolta degli anni 80, imperniato
sulla centralità del suono, l'uso di questo mezzo tecnologico è finalizzato in
primo luogo a creare mobilità e spazialità del suono, e solo più recentemente
alle sue trasformazioni. Si assiste così alla realizzazione di vere e proprie
partiture elettroniche, con la collaborazione di Alvise Vidolin, regista del
suono in tutte le produzioni più rilevanti. Nel frattempo, alla prima versione
di Medea, Opera-film dell'89/90,mai realizzata, fa seguito la stesura di una
seconda versione, su commissione del teatro La Fenice di Venezia.Si tratta
dell'opera-video Medea che, andata in scena nell'ottobre 2002 con la regia di
Giorgio Barberio Corsetti e accolta con vero e proprio entusiasmo, gli è valso
il secondo Premio Abbiati della sua carriera. Nel 2003 termina il rapporto
editoriale con Casa Ricordi, editore unico di una lunga fase iniziata nel 1975
con Musica per un'azione immaginaria e che si chiude con Solo di donna, azione
lirica in un atto per voce, flauto, arpa e live electronics, presentato l'8
marzo 2004 al Teatro Le Muse di Ancona. Nello stesso anno parte un nuovo
rapporto editoriale con RAI Trade, che subito si concretizza in un altro lavoro
di vaste dimensioni, La terra del tramonto, live-symphony n.1 per grande
orchestra, soli strumentali in sala e live electronics. Tra gli altri lavori
pubblicati da RAI Trade: Sospeso d'incanto n.2 per pianoforte e live
electronics, In Badia fiesolana, Sull'onda notturna del mare infinito e
recentemente Stagioni per flauto, violino e archi che, inciso per la Tactus, sta
riscuotendo grandi consensi. Da poco ha terminato di scrivere l'opera Pietra di
diaspro per sette soli, sette trombe, sette arpe su nastro, flauto, flauto
iperbasso, coro, orchestra e live electronics, su testi dell'Apocalisse e di
Paul Celan. L'opera vedrà la sua prima esecuzione al Teatro dell'Opera di Roma
nel 2007, ...
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per poi essere ripresentata in forma di concerto al Ravenna Festival nello
stesso anno. In molte occasioni Guarnieri ha parlato della "cantabilita'
materica" che caraterizza la sua ricerca: una cantabilita' che esclude recuperi
melodici o tematici di tipo tradizionale perche' nasce sempre "dentro la
galassia del suono", dall'interno della materia sonora. Il suono, non
l'intervallo, e' determinante per la musica di Guarnieri, che prende vita da
contrapposizioni di linee e spessori su agglomerati armonici fissi, da aloni
dissolvenze, echi, riverberi, rifrazioni. La scrittura di Guarnieri giunge in
modo personalissimo alla definizione di situazioni sonore visionarie,
iridescenti, di cangiante inquietudine, o violente e incandescenti, sempre
cariche di intensa forza evocativa: alla centralita' dell'invenzione del suono,
all'imediatezza del rapporto con la materia sonora si riconducono anche
l'interna tensione che sostiene le sue opere mature, e la costruzione formale,
che non segue percorsi precostituiti, ma strettamente legati alla natura delle
situazioni sonore, alla logica del trapassare dall'una all'altra. Con crescente
evidenza sopratutto a partire dal 1989-90 si inoltre definita in Guarnieri una
mossa spazialita' interna alla pagina, dove la nervosa mobilita' dei rapporti
contrappuntistici, degli echi e delle rifrazioni, delle linee, delle scie o
degli aloni sonori fa muovore il suono nello spazio, lo proietta in una sorta di
circolarita' spaziale, che e' gia' implicata nella natura stessa dei rapporti
fra le parti di una visionaria scrittura polifonica, e che l'elettronica dal
vivo puo' sottolineare o contribuire a definire in modo determinante, come e'
accaduto sempre piu' spesso dopo il 1994, in modo particolare nella "trilogia"
formata dalla cantante Quare tristis (1995), Pensieri canuti (1999) e Passione
secondo Matteo (2000), e poi nella Medea rappresentata a Venezia nella stagione
nella Fenice nell'ottobre 2002: il live electronics diventa determinante per
trasformare il suono, muoverlo nello spazio e creare riverberazioni, per aprire
a nuove dimensioni le galassie, i vortici, i grumi, gli spessori di materia
sonora cari al compositore. Nella visionaria invenzione del suono si ...
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addensano polifonie fatte per lo piu' non di linee, ma di strati, di spessori,
di blocchi sonori, con una lancinante tensione al canto. La complessita' della
scrittura si risolve sempre in intensa evidenza espressiva. riconoscono ad
esempio questi caratteri nel pezzo di piu' ampio respiro finora composto dopo
Medea, nel lavoro commissionato dall'Orchestra Nazionale della RAI La terra del
tramonto (2002-3), la prima opera di Guarnieri per grande orchestra. Il live
electronics vi svolge un ruolo fondamentale (ecco perche' l'autore la chiama
"Live-Symphony"): una parte notevole dell'orchestra e' sottoposta a
trasformazione quasi per l'intero pezzo, con l'eccezione degli archi e delle
oboe, e grazie all'elettronica si creano i movimenti del suono nello spazio, le
traiettorie che lo trasformano solcandolo in direzioni diverse. Anche si
definisce una nozione di tempo nuova e sospesa (ma non statica). Lo scrivere per
orchestra sembra stimolare la fantasia di Guarnieri a scatenarsi nella creazione
di una arroventata densita', di incandescenti galassie di suono, di
stratificazioni complesse in cui si possono sovraporre caratteri diversi. Dal
principio alla fine del pezzo gli ottoni (che le trasformazioni elettroniche
piegano a sonorita' assai varie, ora metalliche, stridenti o sottili, ora urla e
clangori, ora a diverse mutazioni timbriche) suonano sempre, con funzioni pero'
diverse. Si alternano le sezioni dove hanno un ruolo di vero e proprio
"concertino" e quelle dove interviene l'intera orchestra: qui il loro ruolo e'
variabile, e si limita talvolta alla creazione di fasce di suoni tenuti. Anche
altri gruppi strumentali assumono a tratti questo ruolo di immobili pedali,
secondo uno dei caratteri tipici della scrittura della maturita' di Guarnieri.
Un ruolo in certo senso opposto al "concertino" degli ottoni svolgono gli archi.
La loro sonorita' non e' trasformata, ma soltanto amplificata, perche' la si
possa percepire anche quando il loro peso fonico e' limitato, tanto piu' che
spesso sono usati in modo cameristico, con numerosi interventi solostoco, oppure
limitati ad un gruppo (per esempio i violoncelli divisi): alla loro voce e'
affidata una sorta di fascia lirica, con linee e figure ...
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di canto che si differenziano nettamente dal materismo degli ottoni. Talvolta
anche gli oboi convergono in questa dimensione lirica "lineare", mentre i flauti
sono fra i legni gli strumenti sottoposti a piu' frequente trasformazione
elettronica, assai spesso in modo da evocare le onde Martenot, e la loro voce si
inserisce nei vortici e nelle trasformazioni della galassia sonora. Gli
strumenti a percussione intervengono negli episodi del "tutti", dell'intera
orchestra, e quando sono presenti costituiscono l'epicentro dei vortici di
materia sonora. Si crea dunque un'alternanza tra le sezioni (che Guarnieri
chiama "sequenze") dominate dal "concertino" degli ottoni e quelle dell'intera
orchestra con le percussioni epicentro del vortice. Da questo impianto formale
di immediata chiarezza l'ascoltatore e' aiutato a seguire la successione di
visionarie invenzioni sonore, lo scatenarsi di vortici di suono, di situazioni
stratificate, di blocchi dalla densita' e dagli spessori mutevoli. Una
concezione formale del tutto diversa caraterizza la "Sinfonia breve" che porta
anch'essa il titolo La terra del tramonto, perche' nasce nel 2004 dalla
riflessione sulla ricchezza dei materiali della "Live-Symphonie" e dal loro
radicale ripensamento: la commissione del Teatro Comunale di Bologna comportava
la rinuncia al live electronics e all'organico della grande orchestra, perche'
il pezzo era destinato ad essere presentato all'interno del ciclo dedicato alle
sinfonie di Beethoven. A questa circostanza si collega la scelta obbligata di
un'orchestra dall'organico beethoveniano e l'omaggio con la citazione di un tema
dell'Adagio della Sinfonia Pastorale. Il ripensamento comporta un certo
alleggerimento delle linee e una accentuazione delle componenti piu' liriche
della "Live-Symphony". Il titolo La terra del tramonto non ha significati
descrittivi o evocativi; ma rende omaggio a Ernesto Balducci (1922-1992),
citando il titolo di uno dei suoi ultimi libri di argomento antropologico,
pubblicato nel 1992. A Ernesto Balducci e' dedicato In Badia fiesolana 1980, un
pezzo del 2002 composto in due versioni, per 8 strumenti e per orchestra da
camera: il titolo e la data si riferiscono al ...
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luogo e all'anno dell'incontro del compositore con il teologo. Un'altro aspetto
della spiritualita' di Guarnieri si riconosce nel Salmo n. 50, il Miserere,
musicato nella traduzione italiana ("Pieta' di me o Dio") per voci bianche e
orchestra (2002-2003). La parte vocale riprende la melodia gregoriana, per lo
piu' (ma non sempre) attribuendole valori di durata precisi. A tratti viene
aggiunta una seconda voce; inoltre nelle ultime pagine, e in altri momenti, le
voci assumono il ruolo di un pedale, con note a lungo tenute. La scrittura
orchestrale appartiene pienamente alla fase matura della ricerca del
compositore, e la peculiarita' del pezzo si riconosce proprio nell'incontro tra
elementi musicali radicalmente diversi come una melodia gregoriana e l'orchestra
di Guarnieri: un incontro dagli esiti intensamente poetici. Un altro esplicito
incontro con un momento della tradizione musicale piu' celebre si ha in
Stagioni. Una circostanza occasionale, la richiesta della veneziana Accademia di
San Rocco, aveva inizialmente spinto Adriano Guarnieri nel 2002 a confrontarsi
con la "Primavera", che e' poi divenuta per il punto di partenza per Stagioni,
commissionato dell'Ensemble Respighi diretto da Federico Ferri, che lo ha
presentato in prima esecuzione a Bologna il 27 Novembre 2003 con solisti
Annamaria Morini e Marco Rogliano. Stagioni si presenta come un percorso in cui
il rapporto con Vivaldi si viene gradualmente trasformando nella direzione di
una crescente autonomia. Nella prima parte, "Primavera" vengono ripresi
integralmente i primi due tempi del concerto di Vivaldi che porta lo stesso
titolo e che e' perfettamente riconoscibile; ma in cui la parte del flauto,
aggiunta da Guarnieri, contrappunta liberamente le linee vivaldiane. Vi sono
anche altri interventi; ma il flauto (con l'alternanza del flauto in do, del
flauto in sol, del flauto basso e dell'ottavino) e' una presenza costante e
decisiva in tutte le sezioni di Stagioni, quasi una sigla di Guarnieri. I tre
tempi dell' "Estate" vanno eseguiti senza cesure, con tagli e interventi che pur
nella chiara riconoscibilita' dell'insieme portano l'ascoltatore in una
dimensione piu' vicina alla musica di ...
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Guarnieri. Cosi' l' "Estate" costituisce la transizione verso la terza sezione,
"Dura stagion, dal sole accesa...". Subito una cadenza del flauto in do rivela
che qui si ascolta musica di Guarnieri: il ricordo di Vivaldi affiora soltanto
da lontano, in un contesto nuovo. Sebbene il titolo provenga dal sonetto dell'
"Estate", le reminiscenze vivaldiane di questa pagina vanno cercate nel terzo
tempo della "Primavera" (a partire dalla dodicesima battuta), frammentariamente
e quasi sempre nella parte del violino solista. Dopo l'ultima citazione, ci
allontaniamo da Vivaldi e ascoltiamo una musica in cui si riconosce il peso
decisivo che ha nella poetica di Guarnieri l'invenzione del suono. La
riflessione sui materiali vivaldiani conduce il compositore a creare situazioni
sonore piu' statiche, aree, che sembrano tendere a sospendere il tempo e a
smaterializzare il suono in una sorta di levitazione. Quando questa e' giunta al
culmine si delinea un progressivo rallentamento e un gesto di congedo ci riporta
a Vivaldi, con la citazione delle ultime battute dell' "Inverno", alle quali si
sovrappone trasformandole la parte guarnierana dell'ottavino. Un posto di
rilievo tra le opere piu' recenti di Guarnieri hanno alcuni pezzi solistici. E
naturale ritrovare il prediletto flauto, in un pezzo, Sull'onda notturna del
mare infinito per flauto contrabbasso e live electronics, che nel titolo (e in
una certa misura anche nei materiali) si collega alla fondamentale esperienza di
Medea. Al violino solo, protagonista dei significativi episodi in diverse
partiture di Guarnieri, fi ndai tempi di Trionfo della notte (1978), sono
dedicati due pezzi degli ultimi anni. Epifania dell'eterno (2002) nrel titolo
riprende un'immagine di Alda Merini a suggerire una "dilatazione del tempo
cosmico" (Guarnieri). La cadenza I fili luccicano (2005), citando nel titolo
parole di Paul Celan si collega idealmente al rilievo che i versi di questo
poema assumono nel nuovo lavoro teatrale, Pietra di diaspro, che andra' in scena
a Roma e Ravenna nel 2007. La chitarra, che aveva evocato la lira di Orfeo in
Orfeo cantando... tolse ... (Montepulciano 1994) e' la protagonista del melologo
La citta' capovolta, su testi di Serenella
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Accorsi affidato ad una voce recitante (2003): anche qui Guarnieri riscopre
nello strumento (amplificato) intense potenzialita' liriche ed evocative, e, a
tratti, una aggressiva asprezza. Infine il pianoforte, lo strumento che un
rapporto privilegiato con la voce in diverse pagine di Medea, e che ha un ruolo
concertante insieme alla chitarra e al basso elettrico nella violenza espressiva
di Grido ai miei occhi Sarajevo (2002). Le due pagine piu' recenti portano
entrambe il titolo Sospeso d'incanto: il n. 1 (2002) impiega il live
electronics, il n. 2 (2003) e' nato da una commissione di Lucuano Berio, cui e'
dedicato. La suggestione del titolo definisce bene il carattere di entrambi, il
poetico indugiare su sonorita' visionarie, il dilatarsi in una dimensione
davvero "sospesa". (
Paolo Petazzi
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Elenco cronologico delle opere
(1) Opere edite da Rai Trade, Roma
(2) Opere edite da Ricordi, Milano
(3) Opere inedite
| 1974-77 |
Excerpts per 11 archi (3) |
| 1975 |
Nafshi per flauto solo con
nastro magnetico ad libitum (2) |
| 1976 |
Musica per un’azione
immaginaria per quintetto a fiati e nastro ad libitum (2) |
|
L’art pour l’art? per
quartetto d’archi, nastro magnetico e 8 strumenti (2) |
| 1978 |
Mystère per 7 strumenti (2) |
|
Abschied per flauto e arpa
(2) |
|
Air (Trio n. 2) per 2
violini e viola (2) |
|
Recit (Trio n. 1) per
pianoforte, viola e violoncello (2) |
| 1979 |
Poesia in forma di rosa per
13 strumenti (2) |
|
Arco per violino solo (2) |
| 1980 |
Pierrot Suite per 3 gruppi
cameristici (2) |
|
Pierrot Pierrot! per flauti,
celesta e percussioni (2) |
| 1982 |
Arioso cantabile per flauto,
clarinetto, pianoforte e percussioni (2 esecutori) (2) |
|
Le notti mie son roche di
grida per flauto e arpa (anche celesta o vibrafono o cembalo ad lib.) (2) |
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Elenco cronologico delle opere
| 1982 |
...di sussulti e di tremori
per pianoforte e orchestra(2) |
|
Ein Lied an Gott per
soprano, flauto basso (anche ottavino), 2 organi, perc. e gruppo cameristico (2) |
| 1983 |
...di un pastore errante per
piccolo gruppo cameristico (8 esecutori) (2) |
|
Romanze zur Nacht (Romanza
alla notte n. 1) per violoncello e 11 esecutori (2) |
| 1984 |
Pierrot Suite II per flauto
concertante e 16 esecutori (2) |
|
E... le ombre fuggano... per
2 flauti (2) |
|
Sospeso d’incanto per
pianoforte (2) |
| 1985 |
Concerto per violino e
orchestra (2) |
|
Trionfo della notte.
Preludio atto I, per 19 esecutori con percussioni concertanti (2) |
|
“...il tubare della
tortora... non odi?...” per soprano (fuori scena), perc. concertanti, orch. (2) |
|
Trionfo della notte. Azione
lirica su testo di P. P. Pasolini (2) |
| 1986 |
Passioni perse per flauto e
pianoforte (2) |
|
Disteso per 8 strumenti (2) |
| 1987 |
Sospeso (Trio n. 3) per
flauto, violino e pianoforte (2) |
|
Parafrasi: 4ª scena di
“Trionfo della notte ” per 2 soprani, tenore, flauto, pianoforte
(celesta),percussioni, violoncello (2) |
| 1988 |
“...d’incanto!” per
pianoforte solo e nastro “circolare loop” (2) |
|
“...dal nulla... al
nulla...” (Trio n. 4) per clarinetto basso e 2 percussioni (2) |
|
“Velato... del nuovo
mistero” per pianoforte e 4 gruppi strumentali con nastro magnetico (2) |
|
Romanza alla notte n. 2
(Concerto II) per violino e orchestra (2) |
|
Piccola anima per voce
recitante, soprano e 7 esecutori (2) |
<<<
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Elenco cronologico delle opere
| 1989 |
“sull’isola della
libertà...” per 2 soprani e 12 strumenti (2) |
|
Piccola anima. II versione
per flauto, pianoforte e soprano (2) |
|
“Oltre l’anima tua...”
(omaggio a Mozart) per orchestra (2) |
| 1990 |
“perdo il futuro della tua
grazia”, per soprano, voce recitante (su nastro), flauto, violino, perc. (2) |
|
“Per Armando” per chitarra
sola (2) |
|
Giustizia cara... per 3
soprani, voce recitante e orchestra su testi di P. P. Pasolini (2) |
| 1991 |
“...e per lunghi
filamenti...” per soprano, pianoforte concertante e 13 strumenti (2) |
|
Medea. Opera-film per soli,
coro e orchestra (2) |
| 1992 |
“Elision” per 12 strumenti
(9 esecutori) “Omaggio a Charles Ives” (2) |
|
Mit Dämpfer per tromba sola
in Do e in Si bemolle (2) |
|
Preludio alla notte per
flauto solo (2) |
|
“infinite Risonanze...
inquiete...” per chitarra amplificata, nastro e live electronics (2) |
|
Trio n. 6 (Omaggio a Camillo
Togni nel 70º compleanno) per flauto, violino e percussione (2) |
| 1993 |
Il glicine per soprano, voce
recitante, flauto e violino (tutti amplificati) (2) |
|
“per il sole... per il
cielo... per il mare” ‘liberamente ispirato a Medea, per 2 soprani e quartetto
d’archi (2) |
| 1994 |
Orfeo cantando... tolse...
10 Azioni liriche su testo liberamente tratto dall’Orfeo del Poliziano (2) |
| 1995 |
Medea Suite. 6 Canzoni da
Medea opera-film per voce leggera e soprano amplificati e orchestra (2) |
|
Quare tristis per soli, coro
femminile, 2 gruppi strumentali, 2 tube, spazializzazione elettronica (2) |
|
Resistenza 1995 per voce
femminile amplificata (2) |
|
“Grido ai miei occhi,
Sarajevo...” per pianoforte amplificato e due pianoforti su nastro (2) |
<<<
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Elenco cronologico delle opere
| 1996 |
Il pianto della scavatrice
per voce femminile amplificata, flauto, clarinetto basso, violino e vc (2) |
|
Omaggio a Mina 6 canzoni per
voce leggera, soprano e orchestra (2) |
| 1997 |
A Giacomo Manzoni o delle
dissolvenze sonore per flauto in sol e soprano (amplificati) (2) |
|
Blandine Ballata per
pianoforte e voci recitanti (2) |
|
“... Uno spazio che tremola
celeste...” per quartetto d’archi (2) |
|
Traviata. Preludio Atto III
per quartetto e orchestra d’archi (trascrizione) (2) |
| 1998 |
Pensieri canuti per soli,
coro, due ensemble a doppio coro e live electronics (2) |
|
“...canto un ricordo...” due
canzoni per voce leggera sola amplificata (2) |
|
Da questi occhi… per voce
femminile amplificata ed ensemble (2) |
|
Duo concertante per flauto e
violino soli ed ensemble (2) |
| 1999 |
Passione Secondo Matteo,
Cantata per soli, coro ed ensemble (2) |
| 2000 |
B.A.C.H. (nel 250mo
anniversario) per flauto dolce amplificato (2) |
|
Medea opera video per soli,
voce leggera, coro, orchestra, soli strumentali e live electronics (2) |
|
Dedica. Praeludium Es moll
per violino, flauto, clavicembalo o pianoforte e violoncello (2) |
| 2002 |
In Badia fiesolana 1980 n.
2, per orchestra da camera (1) |
|
Sospeso d’incanto N. 1 (con
live electronics), per pianoforte e live electronics (1) |
|
Grido ai miei occhi
Sarajevo, per ensemble con pianoforte, chitarra e basso elettrico concertanti
(1) |
|
Epifania dell’eterno, per
violino solo (1) |
|
Suono a cielo aperto, per
soprano e archi (1) |
|
In Badia fiesolana 1980 n.
1, per ensemble (1) |
<<<
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Elenco cronologico delle opere
| 2003 |
La terra del tramonto
Live-Symphony n. 1, per grande orchestra e live electronics (1) |
|
Salmo n. 50, per voci
bianche e orchestra (1) |
|
Stagioni, Dura stagion, dal
sole accesa... per flauto, violino e archi (1) |
|
Sospeso d’incanto N. 2, per
pianoforte (1) |
|
La città capovolta, per
chitarra amplificata e voce recitante (1) |
|
Sull’onda notturna del mare
infinito, a R. Fabbriciani per flauto contrabbasso e Live electronics (1) |
| 2004 |
Solo di donna azione lirica
per flauti, arpa, voce femminile, voci su nastro e live electronics (1) |
|
La terra del tramonto –
Sinfonia breve, per orchestra (1) |
|
Se questo è un uomo, su
testo di Serena Brioschi, per voce recitante e archi (1) |
|
…del mare infinito per
flauto basso (1) |
| 2005 |
I fili luccicano, cadenza
per violino solo (1) |
|
La memoria del futuro, per
voce recitante, soprano ed ensemble (1) |
|
Pietra di diaspro, per 7
solisti, coro, soli strumentali, orchestra e live electronics (1) |
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Kammersymphonie n. 3 per 4
saxofoni e orchestra da camera (1) |
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Ostinato n. 2 per flauto
basso e videoclip (1) |
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Opus 1 per chitarra sola (1) |
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Fili bianco-velati per
violino solo (Edizioni Curci/Rai Trade) |
| 2006 |
Opus 2 per saxofono tenore
solo (1) |
|
Opus 3 per quattro saxofoni
(1) |
|
Omaggio a Raboni per flauto
solo (1) |
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Elenco cronologico delle opere
| 2006 |
Live-Symphony n. 4 per
orchestra (1) |
| 2010 |
Tenebrae Opera video per
soli su nastro, soli in sala, tre voci soliste, ensemble strumentale e live
electronics, Su testi di Massimo Cacciari - Heidegger, Trakl.
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Discografia
Preludio
alla notte
Annamaria Morini,flauto
Ricordi Fonit Cetra CDC 502 |
Romanza alla notte
n.2(Concerto II)
Carlo Chiarappa,violino
Gianpiero Taverna,direttore
Orchestra A.Toscanini
Nuova Fonit Cetra CDL 61 |
Omaggio a Mina;Orfeo
cantando...tolse
Alda Caiello,Sonia Visentin,soprani |
Michele
marasco,flauto
Elena Casoli,chitarra
Pietro Borgonovo,direttore
Orchestra Regionale Toscana
Ricordi |
Dal nulla al nulla
Rocco Parisi,clarinetto basso
??? (*) |
Cadenza
Annamaria Morini,flauto
Enzo Porta ,violino
Contemporaneamente (*) |
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Discografia
Preludio alla notte;...del mare infinito
Annamaria Morini,flauti
Alia Musica |
Stagioni
Annamaria Morini,flauti
Marco Rogliano,violino
Federico Ferri,direttore
Ensemble Respighi
Tactus TC 672244 |
Medea
Alda Caiello,Antonella Ruggiero,Sonia Visentin,Andrew Watts,voci
Annamaria Morini,flauto
Roberto Fabbriciani,flauto basso
Pietro Borgonovo,direttore
Orchestra e coro del Teatro La Fenice di Venezia
Video RAI Sat (*)
(*) edizioni non commerciali |
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Bibiografia
|
Adriano Guarnieri ha redatto numerose presentazioni dei propri brani per i
programmi di sala delle relative esecuzioni; inoltre e' autore della Prefazione
alla seconda edizione del volume di Armando Gentilucci, Oltre l'avanguardia. Un
invito al molteplice, Milano-Lucca, Ricordi-Lim, 1991 , pp. 9-12. |
|
La lettura critica comprende
voci nelle maggiori enciclopedie - Dizionario Enciclopedico Universale della
Musica e dei Musicisti ( Appendice), The New Grove's Dictionary of Music and
Musicians 2001-2 (Paolo Petazzi), Die Musik in Geschichte und Gegenwart 2002
(Anna Maria Morazzoni) - ed i seguenti saggi: |
|
ROSSANA DALMONTE, A colloquio
con Adriano Guarnieri, <<il Verri>>, 5-6, 1988. pp.47-58. |
|
A. GENTILUCCI,
Oltre l'avanguardia. Un invito al molteplice, Ricordi-Unicopli, Milano
1991(1980) |
|
M. GIORGI, "Adriano Guarnieri",
in Adriano Guarnieri. Catalogo delle opere pubblicate da G.Ricordi & C.,
Ricordi, Milano, 1995, pp. 3-4. |
|
ENRICO GIRARDI, Le dicotomie e i
paradossi dell'opera di Adriano Guarnieri, "Civilta' musicale" , IV/2, giugno
1990, pp.69-81. |
|
ENRICO GIRARDI, Adriano il
padano, in ID., Il teatro musicale oggi. La generazione della post-avanguardia,
Torino, De Sono- Paravia, 2000, pp. 43-60. |
|
A. GUARNIERI, contributo
personale a M. Mollia, Autobiografia della musica contemporanea, Cosenza 1979,
pp. 267-268. |
|
A. GUARNIERI, I sentieri del
comporre, prefazione a A. Gentilucci 1980, pp. 9-12. |
|
A. GUARNIERI, Compositore e
poetica oggi, in "Musica/Realtà", 41, agosto 1993, pp. 179.181. |
|
A. GUARNIERI, Una messa laica,
in L'ora di la' dal tempo. Momenti di spiritualita' nella musica contemporanea,
Ricordi, Milano, 1995, p.29. |
|
A. GUARNIERI, presentazione
contenuta in Il pensiero e l'espressione. Aspetti del secolo Novecento musicale
in Italia, Edizioni Teatro Alla Scala, Milano, 2001, p.126. |
Continua >>>
Bibiografia
|
A. GUARNIERI, Adriano Guarnieri
su Guarnieri: una piccola autobiografia, in Medea di Adriano Guarnieri, Venezia
2002, pp.147-148. |
|
F. MAGNANI, programma di sala
per il seminario-concerto Una materia che canta: Pensiero, segno e suono della
nuova cantabilita', a cura di Adriano Guarnieri, organizzato da Associazione
Nuova Musica e DAMS di Bologna, 22 maggio 1992. |
|
M. MOLLIA, (a cura di )
Autobiografia della musica contemporanea, Lerici, Cosenza, 1979 |
|
ANNA MARIA MORAZZONI, La musica
e lo spazio, in Figure dallo spazio, a cura di V. Loriga e G. Brusa Zappellini,
Milano, Angeli, 1999, pp. 145-155. |
|
ANNA MARIA MORAZZONI, "L'errare
di Medea", in Medea di Adriano Guarnieri, Venezia 2002, pp. 55-56. |
|
L. PESTALOZZA, Introduzione, dal
programma di sala per Trionfo della Notte, Nuova Alfa, Bologna, 1987, pp. 11-15. |
|
L. PESTALOZZA, "Il 'Trionfo
della Notte' di Adriano Guarnieri", in L'opposizione musicale. Scritti sulla
musica del Novecento. a cura di R. Favaro, Milano 1991, p.163. |
|
PAOLO PETAZZI, "Quare tristis di
Adriano Guarnieri", in L'ora al di la' del tempo. Momenti di spiritualita' nella
musica contemporanea, Ricordi, Milano, 1995, pp. 26-29 |
|
PAOLO PETAZZI, Dal materismo
alla cantabilita' materica: Adriano Guarnieri, in ID., Percorsi viennesi e altro
novecento, Potenza, Sonus, 1997, pp. 217-239. |
|
PAOLO PETAZZI, Liturgia e
sacralita' in musica, in AAVV. Programma di sala per la Passione secondo Matteo,
Milano 2000, pp. 7-11. |
|
PAOLO PETAZZI, 1. Un mondo
onirico. Sul teatro musicale di Adriano Guarnieri prima Medea; 2 Visioni su
Medea: a colloquio con Adriano Guarnieri, in Medea di Adriano Guarnieri, Venezia
2002, pp. 95-115. |
|
PAOLO PETAZZI - ADRIANO
GUARNIERI, Colloquio con Guarnieri, in L'officina del teatro europeo, a cura di
A. Grilli e A. Simon, 2 voll., Pisa, Edizioni Plus, 2001: II, Il teatro
musicale, pp. 149-159. |
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Bibiografia
|
HARRY JAMES WIGNALL, L'opera del
Ventesimo secolo all'italiana, <<Nuova rivista musicale italiana>>, XXIII, 1989,
pp. 547-562; con il titolo Current Trends in Italian Opera, <<Perspectives of
New York Music>>, 28/2, 1990, pp. 312-326. |
|
ALVISE VIDOLIN, "Il suono
mobile", in Con Luigi Nono, Ricordi- La Biennale di Vezezia, Venezia, 1983, pp.
42-47. |
|
G: ZANARINI, "Il divenire dei
suoni. Stimoli sonori, elaborazioni percettive, costrutti musicali", in Sonus,
5/1999. |
|
ANNA MARIA MORAZZONI, Ein Mythos
in der Gegenwart: Medea wom Engagement von P.P. Pasolini zum Opera-Film von
Adriano Guarnieri, in Opera kot socialni ali politicni angazma? (Oper als
soziales oder politisches Engagement?), Ljubljana, 1991 pp. 81-90. |
|
EMILIO CORTI - ANDREA GEMINIANI,
Compositore e poetica oggi: Colloquio con Adriano Guarnieri, <<Musica/Realta'>>,
41, agosto 1993, pp. 171-181. |
|
ENZO PORTA, Il violinismo di
Adriano Guarnieri, <<Quaderni di musica nuova>>, 4-5 1994, pp. 125-138. |
|
MICHELA GARDA, Conversazione con
Adriano Guarnieri, <<Quaderni di musica nuova>>, 4-5 1994, pp. 139-146. |
|
MICHELE GIRARDI, Il teatro
musicale in Italia fra il 1980 e il 1990, in L'opera negli anni Ottanta, atti
del convegno internazionale di studi, Roma, IRTeM, 1998, pp. 122.132 (<<Quaderni
dell'IRTeM, serie 3, n.10>>, 1996). |
|
ANASTASIA ADRIANA-LAR,
registrazione audio-video nella creazione musicale, dal reportage all'opera
Medea. Universita' di Trento. Rel. Prof. Orcalli, A. Vidolin. |
|
AMALIA DE GOTZEN, Enhancing
Engagement in Multimodality Environments by Sound Movements in a Virtual Space.
Universita' di Verona, Artful Media Editor. |
|
Voce "Adriano Guarnieri", in New
Grove's Dictionary of American Music, a cura di W. H. Hitchcock e S. Sadie,
Macmillan, Londra-New York 1986, X, p. 481. |
|
AMALIA DE GOTZEN, Enhancing
Engagement in Multimodality Environments by Sound Movements in a Virtual Space.
Universita' di Verona, Artful Media Editor. |
|
E. CORTI e A. GEMINIANI,
"Compositore e poetica oggi. Colloquio con Adriano Guarnieri", Musica/Realta',
41 |
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